Il teatro alla ringhiera

La seconda sede del teatro ALLA RINGHIERA in Via dei Riari.

Dopo i primi mesi e i primi tre spettacoli (Concerto grosso di Brugh, MacBird e La faticosa messa in scena dell'Amleto) la capienza della prima Ringhiera a via Fonte dell'Olio (Piazza S.Maria In Trastevere) si dimostrò insufficiente per l'afflusso di pubblico e ci trasferimmo in una nuova sede. La trovammo in una ex-tipografia a via dei Riari tra l'accademia dei Lincei e il carcere di Regina Coeli a via della Lungara.

Se la prima sede poteva considerarsi a buon diritto "underground" per via dei pochi gradini che si dovevano scendere per accedere in sala, nel nuovo locale ci trovammo perfettamente a livello strada. Ben sette saracinesche, quasi trenta metri di lunghezza per la sala principale, con porte di emergenza nel cortile interno. Cento posti, un palcoscenico, costruito di sana pianta, (7 metri di apertura per 5 di profondità con graticciata per i riflettori) doppio foyer con servizi,camerini e magazzino nel cortile, ufficio e archivio al primo piano. Una reggia!

Le poltroncine di velluto rosso del primo locale a coprire le prime file, poi una pedana a tre gradoni dove sistemammo gli altri sessanta posti, formati prima da vecchie sedie di cinema e poi da comode sedie imbottite. Il colore dominante il bianco e il rosso. Tenda d'ingresso e sipario color avana. Doppio sipario con velatino trasparente a uso e consumo della fantasia dei registi. Un grande quadro di Raffaele Leomporri rappresentante tre vietnamiti prigionieri ispirato alla cacciata dal paradiso del Masaccio sulla parete difronte. Riscaldamento autonomo a gas per smentire freddo e umidità delle cantine dell'avanguardia! La sala poi era anche possibile giostrarla diversamente per avere spettacoli anche a pianta centrale. Così la usò Nino Russo con la compagnia del Teatro Ensemble di Napoli e Cuomo-Boggio col Teatro d'Ottobre.

Come curiosità si può aggiungere che il locale è stato immortalato in due film. Nel primo come locale Alla Ringhiera. Il film di Francesco Maselli "Lettera aperta a un giornale della sera" dove i protagonisti assistevano ad un recital di Giovanna Marini, e nel secondo, "Prima della lunga notte" di Molè, trasformato in Concert Mayol, uno dei cabaret parigini più in voga negli anni quaranta.

Il secondo locale fu inaugurato da Mario Ricci orfano del suo locale Orsoline 15 con Illuminazione e Edgar Allan Poe  ed ha funzionato ininterrottamente fino al 1993.